| Il partito del «te l'avevo detto» |
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| Scritto da Anna Meldolesi |
| Mercoledì 06 Gennaio 2010 10:12 |
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La campagna vaccinale è stata un flop, lo abbiamo scritto in diverse occasioni e abbiamo anche tentato di indicarne le cause. Ma ora al danno si aggiunge anche la beffa e spunta il partito del «te l’avevo detto». Sinora ci siamo tenuti ben lontani dalle rassegne stampa perché questo sito non è nato per commentare quanto esce sui quotidiani, ma semmai per illustrare - passo passo - le conoscenze acquisite sulla nuova influenza. Tenere fede a questo impegno anche oggi sembra molto difficile, quindi faremo uno strappo alla regola, per quanto restiamo convinti che il compito di DarwinFlu sia di indicare dei nodi di senso (scientifici) sulla pandemia e sull’agente infettivo che l’ha innescata.
Sul Riformista Anna Meldolesi ribatte ironizzando sulla lobby massonica-vaccinale, in cui Gasparri sembrerebbe credere, e ripercorrendo gli errori che hanno portato al fallimento della campagna di immunizzazione. Gasparri, sempre sul Riformista, aggiusta il tiro il giorno dopo passando dalla cospirazione diabolica alla truffa «degli imbroglioni alla vaccinara che girano per il mondo». Se è veramente così, ribatte per l’ennesima volta Anna Meldolesi, allora è ancora peggio perché «vuol dire che il mondo è governato da incapaci pronti a farsi plagiare dalla prima Vanna Marchi che passa» (e non ce ne voglia l’ex regina delle televendite che ha diritto alla presunzione di innocenza sino all’ultima sentenza passata in giudicato). Però nel frattempo Gasparri è diventato più mite anche con la complicità del principio di precauzione: «mi auguro che epidemie di questo tipo non ce ne siano mai - scrive riferendosi a una pandemia pericolosa - e sono certo che nei prossimi anni continueremo a comprare vaccini e probabilmente a non utilizzarli. Forse si fa male a non immunizzare la popolazione…». La faccenda dei vaccini inutilizzati ingrossa comunque il partito del «te l’avevo detto» che a volte procede con argomentazioni in automatico: ad esempio sul Fatto si legge che il costo del vaccino acquistato dal governo è piuttosto alto, 7,9 euro a dose mentre quello per la stagionale viene pagato dalle regioni circa 4 euro. Qui siamo alla «cresta» e chi scrive ignora che il vero problema del vaccino per H1N1v era la sua scarsa resa, cosa che aumenta i costi di produzione. Sempre sullo stesso giornale, come non rinunciare alla battuta ad effetto, si legge che «l’unica a ridere è Ewa Kopzac, ministro della sanità polacco, che di vaccino non ne ha comperato nemmeno uno». Guarda caso la Polonia è in trattativa con due paesi europei per acquistare stock di vaccini non utilizzati. Vorremmo chiudere con un’ultima considerazione: i paesi che hanno ordinato quantitativi massicci di vaccino ora li stanno per cedere a paesi che ne sono sprovvisti. Nessuno dovrebbe cadere nel tranello del «politicamente corretto» che porterebbe a sospettare una sorta di colonialismo vaccinale. I paesi che non hanno ordinato partite di vaccino sono rimasti fuori dal gioco, da una parte perché la capacità produttiva delle aziende è limitata e a malapena erano in grado di soddisfare le richieste dei paesi industrializzati (infatti smistano consegne ancora oggi), dall’altra perché non avevano sufficienti risorse per impegnarsi in contratti al di fuori della loro capacità di spesa sanitaria. Gli stock inutilizzati è presumibile che vengano acquisiti a prezzi di saldo, quindi per molti di questi paesi è ciò che si possono permettere, per amara che possa essere questa considerazione. E’ poi quasi certo che i paesi industrializzati ricorreranno per l’inverno del 2010-2011 a vaccini con tre ceppi. Al momento il matching fra il vaccino monodose per H1N1v è ancora ottimale, e questo significa che potrebbe essere altamente efficace nel caso di ritorni di fiamma del virus così come per la prossima stagione influenzale.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Gennaio 2010 10:34 |
Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com
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