| Le stranezze dell'epidemia svedese |
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| Scritto da Gianfranco Bangone |
| Sabato 12 Dicembre 2009 16:11 |
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Un paio di giorni fa UlrikeS, che cura un blog sui vaccini, ha segnalato la paradossale situazione della Svezia dove si è registrato un picco influenzale piuttosto inconsueto per quel paese. I grafici pubblicati da UlrikeS parlano da soli, ma questa novità ci ha spinto a tentare di capire meglio cosa è successo, cosa non facile perché l’Istituto per le malattie infettive di Stoccolma pubblica i suoi bollettini solo in svedese. Intanto si può dire che questo caso si può annoverare a buon diritto fra le sorprese di questa pandemia. Ogni tanto questa «grippette», che da noi qualche quotidiano ha già classificato come un’influenza di serie B, sfodera gli artigli: ha un andamento moderato in alcuni paesi ma è più severo in altri e neanche i coefficienti di mortalità sembrano essere sincroni (vedi il caso americano).
La Svezia è sicuramente un paese abbastanza particolare, ha una superficie di 449.964 km2 con poco più di 9 milioni di abitanti e buona parte di questi vivono al sud (Stoccolma e hinterland fanno più di 2 milioni di abitanti). E’ più grande dell’Italia ma ha un numero di abitanti sette volte inferiore. Questo per dire che in Svezia l’influenza non fa grandi numeri e infatti molto del lavoro epidemiologico lo si fa studiando un campione rappresentato da Stoccolma e dal suo hinterland. Questa precisazione è necessaria perché l’epidemia influenzale è governata da una serie di fattori: dalla densità della popolazione, dal clima e da specificità locali, oltre al virus. Il dati del sistema sentinella svedese, poi, sono presentati con indicatori diversi da quelli che utilizziamo noi per cui è sconsigliabile qualsiasi paragone diretto. Il confronto va quindi fatto con le precedenti influenze stagionali di quel paese per avere un riferimento analitico.
La sorveglianza virologica esamina un congruo numero di tamponi e in metà di questi viene sequenziato il virus. Non ci sono casi di resistenza agli antivirali e il matching – ovvero la concordanza del ceppo del vaccino con quello circolante – è buono e questo significa che è efficace, per cui si invita la popolazione ad immunizzarsi. Nelle settimane che seguono il numero delle ILI (le manifestrazioni simil-influenzali) raddoppia quasi ogni settimana, l’attività del virus è ancora elevata nelle contee del Nord ma ora si espande rapidamente anche nel resto del paese. Il 12 novembre è ormai chiaro a tutti che il numero degli immunizzati non è sufficiente a frenare il corso dell’influenza anche perché chi si è vaccinato non ha avuto tempo per sviluppare una piena risposta immunitaria nei confronti del virus. Il numero dei ricoveri ha già eguagliato la soglia delle precedenti influenze stagionali ma ovviamente è destinato a salire e infatti il massimo del picco si presenta nella 47ma settimana (ovvero la terza settimana di novembre). Nella contea di Jämtland si verifica l’incidenza più alta della malattia con 42 casi su 100.000 abitanti, mentre i dati delle assicurazioni dimostrano che a livello nazionale il 15% dei genitori non è andato al lavoro ed è rimasto a casa a badare a figli influenzati. 1) Linde A et al. Does viral inteference Affect spread of influenza? Eurosurveill. 2009; 14 (40).
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| Ultimo aggiornamento Sabato 12 Dicembre 2009 16:59 |
Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com
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