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La pasionaria polacca anti-vaccino PDF Stampa E-mail
Vaccini
Scritto da Anna Meldolesi   
Mercoledì 18 Novembre 2009 18:50

 I complottisti hanno una nuova stella. Si chiama Ewa Kopacz ed è ministro della salute della Polonia. Da qualche giorno impazza sul web un video in cui la pasionaria polacca ne dice di tutti i colori sul vaccino contro la nuova influenza. «Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa». I polacchi sì che sono furbi - mica come gli americani, gli inglesi, gli italiani e via continuando – loro il vaccino non lo hanno comprato. Perché? Ewa Kopacz dice di non volerlo, almeno non ancora, perché non è soddisfatta delle condizioni contrattuali e perché non si fida. A insospettirla è la clausola per cui i produttori non si fanno carico della liability, ovvero della responsabilità legale e dei risarcimenti per eventuali eventi avversi. La politica polacca ha un passato da medico di base ed è stata eletta con una lista che in Europa siede tra i banchi dei popolari. Wikipedia nota che non è nuova alle controversie e l’anno scorso aveva sfidato le ire del movimento prolife, attivandosi per trovare una clinica disposta a far abortire una quattordicenne dopo che diversi ospedali si erano rifiutati. E’ possibile dunque che la sua riluttanza a comprare il vaccino antipandemico sia mossa da genuina (e malriposta) passione. Ma non si può escludere nemmeno che abbia avuto qualche peso la solita storiella della volpe e dell’uva. Se non hai (o non vuoi spendere) i soldi per un farmaco o un vaccino, puoi sempre insinuare il dubbio che siano pericolosi o inutili. Un po’ come faceva Thabo Mbeki, l’ex presidente del Sud Africa che non avendo le risorse per pagare gli antivirali a vita ai milioni di sieropositivi del suo paese, decise che l’Aids non esisteva e che tanto valeva curarsi con l’aglio. Francamente ci sembra che la querelle polacca sia esplosa fuori tempo massimo, visto che gli altri paesi hanno ordinato le loro dosi con mesi di anticipo e le industrie stanno facendo fatica persino a soddisfare queste ordinazioni. La Kopacz comunque lascia intendere che la Polonia è in trattative con qualche produttore. Non sappiamo di quale industria si tratti, ma probabilmente il contratto che tanto scandalizza la Kopacz è del tutto simile a quelli firmati dagli altri paesi, Italia compresa. Pretendere che le ditte produttrici si facciano carico degli effetti collaterali, infatti, equivale a spingere big pharma fuori dal settore dei vaccini, che rappresentano un business di per sé più rischioso e meno remunerativo della produzione di farmaci.
La Kopacz si è difesa davanti al Parlamento polacco con un lungo intervento che la televisione di stato ha censurato per circa 15 minuti quando il ministro, come riferiscono i media locali, ha accusato l'Oms di fare disinformazione in Ucraina. L’ombudsman  Janusz Kochanoswi - un procuratore generale previsto dalla costituzione e che difende i diritti dei cittadini - ha incontrato la Kopacz un paio di volte e ha sequestrato il carteggio con le industrie farmaceutiche.  Ora, secondo quanto scrive Gazeta Wyborcza, Ewa Kopacz rischia grosso, persino una denuncia per procurata epidemia secondo l’articolo 165 del codice penale, e non sembra che il resto del governo abbia intenzione di fare quadrato intorno al suo ministro. Nel frattempo i complottisti di tutto il mondo applaudono. Finora il diffuso sentimento anti-vaccino aveva faticato a trovare un testimonial presentabile e su Youtube si era distinto un manipolo di sciroccati. Come quell’ex giornalista sportivo della Bbc, David Icke, convinto che il mondo sia governato da una stirpe di rettiloidi. Oppure la freelance austriaca secondo cui il vaccino sarebbe un’arma di distruzione di massa appositamente diffusa dall’Oms.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Novembre 2009 19:08
 

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