Home Piani Pandemici L’Oms sotto tiro
L’Oms sotto tiro PDF Stampa E-mail
Piani Pandemici
Scritto da Anna Meldolesi   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 15:42

L’Organizzazione mondiale della sanità intende sottoporre ad analisi critica la propria gestione della pandemia. Non ha ancora deciso come e quando, ma nel processo coinvolgerà degli esperti indipendenti e le conclusioni saranno rese pubbliche. L’annuncio, fatto dalla portavoce Fadela Chaib, è una risposta alle accuse lanciate dal chairman della commissione salute del Consiglio d’Europa, Wolfgang Wodarg. Il politico tedesco dell’Spd ha voluto e ottenuto l’apertura di un’indagine su quella che considera una «falsa pandemia» e «il più grande scandalo medico del secolo».

L’iniziativa promossa da Wodarg non va sopravvalutata, nel senso che questa organizzazione internazionale, che spesso viene confusa con gli organi dell’Unione europea, non è nuova a prese di posizione radicali anche se non ha reali poteri. Comunque il testo approvato dalla commissione sanità del Consiglio d’Europa è un concentrato di ideologia. L’accusa che muove a big pharma è di aver influenzato «scienziati e agenzie ufficiali responsabili degli standard di salute pubblica per allarmare i governi mondiali e dilapidare le scarse risorse sanitarie per strategie vaccinali inefficienti ed esporre inutilmente milioni di persone sane al rischio di una quantità ignota di effetti collaterali di vaccini insufficientemente testati». Insomma non si limita a contestare le strategie vaccinali per la scarsa adesione riscontrata, ma sostiene la tesi della truffa e della pericolosità dei vaccini. Wodarg di formazione è medico e viene presentato dalla stampa come epidemiologo, anche se secondo wikipedia la sua specializzazione riguarderebbe le malattie psichiatriche della gente di mare. In ogni caso il suo sito web offre materiale in abbondanza per dimostrare che di influenza sa poco e niente. Ad esempio non coglie la differenza tra le variazioni annuali dei virus stagionali e l’emergenza di un nuovo virus dal serbatoio animale, dà credito alle leggende metropolitane sugli adiuvanti nei vaccini, ha addirittura lanciato l’allarme cancro per i vaccini prodotti con i sistemi cellulari, sostiene che la doppia dose del vaccino antipandemico sia un trucchetto per guadagnare di più e altre amenità del genere. Esiste una parola per questo genere di affermazioni: junk science, ovvero scienza spazzatura. Potremmo fermarci qui, visto che l’iniziativa non merita di essere presa sul serio. Purtroppo però le bufale possono fare molta strada, a volte con la complicità di sedicenti cacciatori di bufale come Thomas Jefferson.

Una sciocchezza che sta dimostrando di avere le gambe lunghe è la tesi secondo cui l’Oms avrebbe cambiato la sua definizione di pandemia lo scorso maggio, eliminando il riferimento all’elevato numero di vittime, per poter dichiarare lo stato pandemico anche in assenza di una vera pandemia e fare il gioco delle multinazionali. UlrikeS ha ricostruito la genesi di questa bufala, perciò rimandiamo al suo post. Con un’aggiunta: l’idea che l’«enorme numero di morti» fosse incluso nella definizione ufficiale non sta in piedi neppure dal punto di vista logico, visto che dare l’allerta pandemica dopo che si è registrata un’ecatombe sarebbe quanto meno intempestivo. Tra l’altro mentre l’Oms esitava, a causa della riluttanza di alcuni paesi che temevano i contraccolpi economici dell’ufficializzazione della pandemia, è stata espressamente analizzata la possibilità di affiancare un indice di severità alla scala pandemica ma l’ipotesi è stata scartata perché l’impatto di una pandemia è geograficamente disomogeneo. L’intera polemica in definitiva è surreale, perché in realtà l’Oms non è affatto corsa a suonare il campanello dell’ultimo livello di allerta pandemica, ma ha aspettato il più a lungo possibile.

Quanto alle accuse di conflitto di interesse all’interno dell’Oms, anche qui si sta superando il segno visto che sotto tiro è finito uno dei massimi esperti mondiali di influenza, Albert Osterhaus. Ormai basta uno spin-off universitario per essere relegati nel girone dei sospetti e di questo passo finirà che gli organismi competenti dovranno fare a meno dei cervelli migliori. Se alleggeriamo le polemiche sulla gestione della pandemia dalla zavorra ideologica e antiscientifica, comunque ci ritroviamo a discutere del senno di poi. L’Oms e le agenzie nazionali avrebbero potuto fare meglio se avessero saputo sei mesi fa che il virus si sarebbe dimostrato meno aggressivo che nel suo esordio in Messico? O se avessero saputo che l’adesione alla campagna vaccinale sarebbe stata bassa? Insomma se avessero avuto la palla di cristallo? La risposta più sensata a questa domanda è quella di Paul Revere che scrive: «è una domanda stupida ma se la stanno facendo molte persone stupide».

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 17:28
 

Commenti 

 
#1 tetano 2010-01-14 18:24
Complimenti per l' ottimo intervento. Aggiungo il link di un articolo apparso sul sito del CIDRAP:
http://www.cidrap.umn.edu/cidrap/content/influenza/swineflu/news/jan1310vaccine.html
 

Commenti attivi solo per gli utenti registrati. Nella registrazione l’indirizzo mail è richiesto per i soli scopi di autenticazione. La posta in ingresso di questo sito ha un moderatore per escludere messaggi spam o commenti non appropriati.


Lunedì, 15. Marzo 2010

Profili

Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com

Login