Home Epidemiologia H1N1v ancora non si arrende
H1N1v ancora non si arrende PDF Stampa E-mail
Epidemiologia
Scritto da Gianfranco Bangone   
Giovedì 21 Gennaio 2010 19:06

Nelle ultime tre settimane il numero delle manifestazioni simil-influenzali (ILI) non solo non scende, ma è addirittura in leggera ripresa. In genere nelle influenze stagionali la curva epidemica tende a spegnersi in modo molto regolare, ma H1N1v si comporta diversamente. Anche il rapporto fra numero di vittime e casi di malattia procede un po’ per conto suo: ad oggi le vittime sono 216. Si indaga su tre nuovi ricoverati alle Molinette di Torino sottoposti a ossigenazione extracorporea.

L’attività del virus pandemico è in ribasso in quasi tutti i paesi europei, ma resta sostenuta in Polonia (che non ha previsto una campagna di immunizzazione), mentre una leggera ripresa di attività è segnalata in Austria, in Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Lituania, Romania e infine in Italia. L’aumento dei casi simil-influenzali da noi è modesto: erano 72.000 al 27 dicembre, 73.000 al 3 gennaio e il 17 dello stesso mese sono saliti a 81.000. Questo lieve aumento è dovuto ai festeggiamenti natalizi e alla riapertura delle scuole? Per ora non lo sappiamo ma una risposta potrebbe già arrivare nella prossima settimana. L’ultimo bollettino FluNews segnala che la maggiore incidenza è sempre nella «fascia pediatrica» da 0 a 14 anni (2,26 casi per mille assistiti) mentre nelle classi di età superiori l’incidenza sembra stabile.
I risultati di una
indagine sierologica pubblicati su Lancet sostengono che in Inghilterra 1 bambino su 3 ha sviluppato anticorpi contro H1N1v, segno evidente di contagio, per quanto il dato sarebbe dieci volte superiore rispetto a quello rilevato dalla sorveglianza clinica. Se tutto questo valesse anche da noi avremmo più di 5 milioni di adolescenti «suscettibili», troppo pochi per innescare una nuova ondata ma sicuramente quanto basta per sostenere un po’ di attività «strisciante» del virus.



La riclassificazione dei decessi, vedi il grafico sopra, ha comportato lievi aggiustamenti nelle ultime tre settimane: le vittime nel precedente FluNews erano 5 per la settimana 52, 10 per la 53 e 6 per la prima settimana di gennaio. Ora sono rispettivamente 7, 11 e 8, ma è probabile che avremo presto un grafico con la ridistribuzione dei decessi per data di diagnosi dell’influenza, piuttosto che per esito. Delle anomalie della «coda epidemica» abbiamo già riferito, ma quello che manca è il risultato di una indagine virologica che ci dia un quadro esauriente sui virus attualmente in circolazione e sulla loro frequenza (questo però potrebbe spiegare solo il leggero aumento delle ILI). Sul piano più generale la stranezza del fenomeno resta: molti anni fa un lavoro di modellizzazione sull'attivita del virus della rosolia dimostrava che quando la curva epidemica si spegneva il virus continuava a circolare ma con un andamento tipicamente «caotico», ovvero con delle oscillazioni che si potevano spiegare solo con gli attrattori di Lorenz e la teoria del caos. E' un fenomeno che non si presenta con i virus della stagionale, ma può valere per un virus «nuovo» e ancora in fase di adattamento? O forse hanno ragione i Cdc di Atlanta a ricordare che la stagione influenzale non è ancora finita e che H1N1v può coabitare con altri suoi simili'

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Gennaio 2010 19:38
 

Commenti 

 
#1 tetano 2010-01-21 22:55
Volevo segnalare come l' andamento della curva relativa alla mortalità per polmonite ed influenza negli USA segni un altro picco, passando da 7,25 della scorsa settimana a 7,94 dell' ultima settimana (http://wonder.cdc.gov/mmwr/mmwr_reps.asp)

Tale curva ha superato la soglia epidemica già per numerose settimane consecutive e continua a superarla anche adesso.
Se gli anziani, che sono coloro che generalmente pagano il tributo più alto, vengono risparmiati dall' attuale influenza e considerando che l' influenza stagionale non si è fatta ancora vedere, mi chiedo che cosa sta causando tale persistente eccesso di mortalità negli USA.

Il sottotipo circolante è ancora H1N1v, ma bisognerà attendere il ricalcolo mensile del Cdc per avere dati più affidabili sulla mortalità e sulle polmoniti. Il virus pandemico ha comunque un'attività ancora elevata in Arizona e in California. (g.ba.)
 

Commenti attivi solo per gli utenti registrati. Nella registrazione l’indirizzo mail è richiesto per i soli scopi di autenticazione. La posta in ingresso di questo sito ha un moderatore per escludere messaggi spam o commenti non appropriati.


Giovedì, 11. Marzo 2010

Profili

Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com

Login