| Gli anni di vita persi per la pandemia |
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| Epidemiologia |
| Scritto da Gianfranco Bangone |
| Giovedì 25 Marzo 2010 13:06 |
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Un lavoro appena pubblicato su Plos Current Influenza conferma che il valore degli anni di vita persi fra le vittime di H1N1v è superiore a quello medio delle influenze «stagionali» del periodo 1979-2001. Ma confrontando questi ultimi dati con alcune pandemie storiche il risultato finale è che H1N1v avrebbe addirittura fatto perdere più anni di vita dell’epidemia del 1968. Una ennesima conferma del fatto che usare il termine mild per il virus in circolazione quest’anno è un’approssimazione piuttosto grossolana.
In altre occasioni (qui e qui) abbiamo riferito di come i dati «ufficiali» sulla mortalità di questa influenza pandemica fossero parziali e ribadito il fatto che H1N1v, a differenza delle epidemie stagionali, ha dimostrato di fare vittime soprattutto fra le classi di età inferiori. Una vittima di influenza è sempre una perdita, ma se il virus si accanisce in modo particolare con bambini, adolescenti e giovani, allora il bilancio tende a peggiorare. Ad esempio l’età media dei decessi nella pandemie del 1968 e del 1957 oscillava fra 62 e 64 anni, nelle stagionali è intorno ai 75 anni, ma nell’ultima pandemia il valore è sceso a 37,4. Calcolando l’età media delle vittime di influenza e moltiplicando la loro speranza di vita per il numero dei decessi si ottiene il dato finale degli «anni di vita persi». E’ così che si arriva a stimare che negli Usa un’epidemia stagionale comporta la perdita di 594.000 anni di vita. Nelle pandemie, ovviamente il dato peggiora: sale a 1,693 milioni di anni per quella del 1968, per quella del 1957 è di 2,698 milioni, mentre per la Spagnola del 1918 si arriva a 63,718 milioni. Per l’ultima pandemia la stima è provvisoria e prevede un intervallo di probabilità: se si considerano i soli casi di polmonite (che in genere sono ben documentati) gli anni di vita persi negli Usa potrebbero essere 334.000, ma se si considera la mortalità in eccesso il valore potrebbe arrivare a 1,973 milioni, insomma un dato superiore a quello della pandemia del 1968. Come si diceva si tratta di un bilancio provvisorio perché, almeno per quello che riguarda la mortalità in eccesso, i dati definitivi non saranno disponibili prima di due anni. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Marzo 2010 18:04 |
Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com
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