| Eradicare il virus? Non si può |
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| Epidemiologia |
| Scritto da Anna Meldolesi |
| Domenica 06 Dicembre 2009 06:24 |
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Il viceministro Fazio ha detto più volte che intende eradicare il virus pandemico. Probabilmente si tratta di «dichiarazioni politiche», che indicano soltanto la volontà di superare l’emergenza pandemica. Scientificamente parlando, infatti, l’eradicazione di un virus influenzale è una missione impossibile. Dopo essere stato un virus pandemico il ceppo H1N1 del 2009 è destinato a diventare un virus stagionale e a farci compagnia ogni inverno per diversi anni. Quando accadrà questo passaggio cruciale?
Un lavoro pubblicato nel 2005 consente di fare qualche ipotesi, a partire dalla penultima pandemia, quella che ha preso il nome di Hong Kong. Ecco com’è andata allora. Tutto è cominciato nel luglio del 1968 con l’emergenza di un nuovo virus H3N2. Il precedente ceppo stagionale, H2N2, viene isolato per l’ultima volta in agosto poi non si trova più. Per qualche mese si susseguono dei focolai sporadici del nuovo H3N2, poi nell’emisfero settentrionale si passa a una diffusione epidemica che prosegue dall’inverno fino alla primavera del 1969 (nell’emisfero meridionale da gennaio a ottobre). Sia a nord che a sud si assiste anche a una seconda ondata, che termina nell’estate del 1970, quando H3N2 diventa un ceppo stagionale. Da quel momento in poi causerà epidemie locali ogni anno, grazie ai leggeri cambiamenti che vanno sotto il nome di deriva antigenica. Ma torniamo all’attuale pandemia: cosa possiamo aspettarci nel caso in cui questo ceppo pandemico seguisse l’esempio del suo predecessore? Ecco cosa prevede Vincent Racaniello, della Columbia University, nel suo seguitissimo blog. La diffusione pandemica dovrebbe continuare per almeno un’altra stagione. Nell’emisfero nord andrebbe da novembre 2010 ad aprile 2011, magari con uno spread indebolito a causa dell’immunità delle persone più anziane e dalla vaccinazione. Per inciso, quanto il vaccino inciderà sull’andamento è tutto da vedere, anche perché la campagna di immunizzazione è geograficamente alquanto disomogenea: mentre in Italia si sta vaccinando una quota irrisoria della popolazione, altrove si procede a ritmo serrato. La Francia, ad esempio, ha potenziato la campagna e d’ora in avanti prevede di immunizzare 300.000 persone al giorno, mentre il Canada ha surclassato tutti, avendo già coperto un terzo della popolazione. E poi? Il virus diventerà stagionale e sarà «incluso» nel vaccino stagionale. Cosa ne sarà invece del suo omonimo H1N1 che circolava fino all’anno scorso? Ci si attende che questo ceppo smetta di circolare nella popolazione umana e l’Oms ne sconsiglia già l’inclusione nel vaccino stagionale per il 2010. Ma questo non significa che scomparirà dalla faccia della Terra. Lo stesso destino potrebbe toccare presto anche ad H3N2.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 06 Dicembre 2009 06:32 |
Il sito Darwin Flu è realizzato da tre editor della rivista darwin: Anna Meldolesi, Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini a cui si aggiungeranno di volta in volta, su invito, dei guest editor che riferiranno di particolari aspetti disciplinari. Darwin Flu non intende limitarsi a riferire dei puri aspetti epidemiologici dell'influenza pandemica, ma di allargare l'orizzonte agli aspetti evoluzionistici del virus, con particolare interesse alle dinamiche del serbatoio animale, e alle policies dedicate al contenimento e alla mitigazione della pandemia nei vari paesi. Mail: darwinflu@gmail.com
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